Chi siamo

Oggi il Paese ha bisogno di una rivoluzione morale. Ci siamo abituati ad accettare che le discriminazioni, le sofferenze, la violenza, la precarietà, il disagio, la rassegnazione siano elementi imprescindibili della nostra vita. Ma non è cosi! Bisogna riprendere il destino nelle nostre mani. Oggi chi è fragile è considerato un debole. Gli insegnanti precari, gli operatori sanitari sfruttati, i lavoratori vittime degli algoritmi, i lavoratori delle campagne e quelli delle città, coloro i quali vorrebbero lavorare di più e quelli che un lavoro non c’è l’hanno più. Questi sono gli invisibili. Tutti noi viviamo delle fragilità. Tanti di noi sono, sono stati o saranno invisibili per un periodo della loro vita. È arrivata l'ora che siano queste persone ad illuminare il buio della politica, è arrivata l'ora di accendere la speranza che ci permetterà di essere finalmente visibili agli occhi di tutti e di tutte

Il nostro obiettivo è ricostruire un senso di comunità che miri ad includere coloro che oggi si sentono lasciati indietro. Ci opponiamo ad una ghettizzazione culturale, politica ed economica degli invisibili, ad un modello di sviluppo economico fondato sulla prevaricazione degli uni sugli altri che esaspera le differenze che ci contraddistinguono, di classe o provenienza geografica, per questo è necessario unirsi. Unirsi per superare dualismi conflittuali come quello degli immigrati/italiani, prendendo coscienza del fatto che l’invisibilità e la precarietà ci accomunano, e che lo sviluppo economico e sociale del nostro Paese dovrebbe essere fondato sulla solidarietà tra comunità attive, partecipi ed inclusive. 


Gli Invisibili in Movimento si prefiggono di portare i sogni, i bisogni, i problemi e le speranze degli invisibili al centro del dibattito pubblico. Questo movimento nasce per aiutare coloro che non hanno voce, ad urlare la loro voglia di vivere; coloro i quali non hanno speranza, di tornare a sognare; coloro i quali hanno vissuto nel fango della povertà e della precarietà, a lottare per un futuro migliore. Per risolvere questi problemi servono politiche che uniscano le nostre comunità e le rendano più forti, più eque e più giuste. Nella comunità che vogliamo l’economia è al servizio delle persone e non il contrario. E la politica da speranza anche a chi, fino ad oggi, ne è stato escluso. Le politiche che proponiamo si fondano sull'intersezionalità delle tematiche socio-economiche, con un approccio olistico che cerca di andare oltre la divisone tra decisori illuminati e ricevitori passivi: per questo ci concentriamo su iniziative locali e nazionali che mirino a ricostruire il senso di collettività partendo dalle esperienze di invisibilità vissute a livello individuale.

Promotori

Aboubakar Soumahoro (@aboubakar_soum), Claudia Piferi (@lullole), Ichrak Bouchmim (@LaBouch5), Simone Marino (@simonemarino12), Cecilia Magarotto (@_cemaga), Mose Vernetti (@MoseVernetti), Emiliano Colasanti (@colas), Daniele Citriniti (@reverenditwit).